MODA MARE ANNI ’50

L’eleganza del passato non ha eguali:  anche al mare! Si, care lettrici, credo che nessuno possa dimenticare le foto che ritraggono dive come Sophia Loren, Marilyn Monroe, Elisabeth Taylor, Sandra Milo, Kim Novak, Silvana Pampanini in costume da bagno: proprio così. Una bellezza prorompente, unica, decisamente tipica degli anni ’50.

Pochi centimetri di tessuto coprono e mettono in risalto i corpi sinuosi delle donne in modo elegante, senza mai ostentare la volgarità.  C’è da dire che la storia del costume da bagno si è evoluta pian piano e le donne hanno pian piano iniziato a svelare il loro corpo in spiaggia. Partiamo con i costumi abiti negli anni ’10; poi è la volta di tutine stile canottieri verso gli anni ’20; negli anni ’30 si mostra la pancia;  tra gli anni  ’40 e ’50 si esalta in particolare il decolté ; negli anni ’60 si punta sulle fantasie e sui colori; negli anni ’70 il costume da bagno si riduce tantissimo dando spazio a dei micro bikini.  Da questo momento in poi, c’è un ‘altalenarsi di mode fino ad arrivare ad oggi dove troviamo una tendenza  agli anni ’50. Questa estate  troveremo infatti costumi con pizzo e volant dalle linee morbide e fantasie retrò ma anche costumi dalle fantasie tropicali ed etniche. In realtà, che si tratti di indossare un bikini, un intero o un trikini dalle fantasie più svariate, come in ogni ambito, occorre stile e quindi ogni donna dovrebbe indossare il costume da bagno che più si avvicina al suo.                    Al prossimo articolo . Ciaoooooooooo

MARILYN MONROE : A qualcuno piace caldo

Care lettrici,  ogni tanto mi fa molto piacere guardare dei film commedia che hanno fatto la storia del cinema. Questa volta è toccato a lei, la divina Marilyn Monroe. Come si fa a non amarla? In questa commedia ci sono altri due grandi attori come Tony Curtis e Jack Lemmon eccezionali nelle interpretazioni femminili rispettivamente di Josephine e Daphne. Il film è ambientato negli anni venti , precisamente tutto  ha inizio a Chicago nel 1929.Il sassofonista Joe ( Tony Curtis) e  il contrabbassista Jerry ( Jack Lemmon), musicisti squattrinati, vivono suonando in varie orchestre seguendo un pò i vari ingaggi. Una sera erano a suonare in uno speakeasy, apparentemente adibito a pompe funebri , ma ci fu un’irruzione della polizia e così i due andarono in un garage per prendere una macchina e andare a suonare ad una festa. Involontariamente, però, furono testimoni della STRAGE DI SAN VALENTINO del 1929  fatta da Ghette Colombo, sicario di Al Capone. Joe e Jerry  sapendosi inseguiti dai killer della gang cercarono di sparire dalla circolazione. Vennero a sapere che un’orchestra cercava un sassofono e un contrabbasso per una tournè in Florida. Decisero di presentarsi ma ben presto si accorsero che l’orchestra è composta da sole donne. Non fu certamente questo dettaglio a fermarli. Infatti  presto presero  le sembianze di Josephine e Daphne .

Durante il viaggio in treno , tra le altre colleghe, conoscono Zucchero (Marilyn Monroe) , suonatrice di ukulele e con il vizio dell’alcool. Vorrebbero corteggiarla ma non possono farsi smascherare.

Una volta giunti all’albergo di Miami, Joe decide di impersonare, ovviamente quando non è impegnato con l’orchestra, Junior, il miliardario figlio di un magnate del petrolio in modo che Zucchero possa innamorarsi di lui. Per camuffarsi utilizza i mezzi di un ospite dell’albergo, il miliardario Osgood Fielding II, che a sua volta si innamora a prima vista di Daphne, alias, Jerry.

Nello stesso albergo si tiene un congresso de ” Gli amici dell’opera italiana” a copertura di una riunione di clan mafiosi, tra cui il gruppo di Ghette che sta ancora dando la caccia ai testimoni della strage, Joe e Jerry. I due musicisti, però, riescono a farla franca ancora una volta. Zucchero cade nelle braccia di Joe nonostante egli le riveli la verità, e Jerry sveste i panni di Daphne di fronte al miliardario Osgood il quale gli risponde con semplicità: ” beh…..nessuno è perfetto”.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Questa commedia ebbe un grande successo nonostante la mancata approvazione della MPAA(motion picture Association of America che stabilisce la fascia di pubblico a cui è consigliata la visione di un film) a causa dei temi scottanti trattati dal film, soprattutto pensando agli usi e costumi dell’epoca. Oggi questo tipo di “censura” fa un po’ sorridere in quanto spesso anche nei programmi indirizzati non solo ad un pubblico adulto ci son0 contenuti non proprio innocenti.  Questo denota quanto i “tempi” e i loro parametri siano cambiati. Io trovo questa commedia geniale,  leggera, divertente, rocambolesca e, perchè no, “strizza”un pò  l’occhio ai giorni nostri…….. A QUALCUNO PIACE CALDO  fu girato con un budget di 2,8 milioni di dollari e ne ha incassati solo negli Stati Uniti ben 25. Ha vinto un Oscar e 3 Golden Globe. Che dire……una delle meraviglie degli anni ’50.

GABRIELLE BONHEUR CHANEL

Care lettrici, ho sempre creduto di avere delle affinità di gusto e di stile con una delle più grandi stiliste di tutti i tempi. Eccovi…… mi sembra già di sentirvi….. ” ma peccherà mica di presunzione quella lì?”. Tranquille, chi mi conosce bene, sa che non è così. Giorni fa leggevo dei trascorsi di Mademoiselle e mi sono imbattuta in una intervista fatta a Coco: <<non era una sarta ma una creatrice di moda:” per prima cosa io non disegno” ripeteva: non ho mai disegnato un vestito. Adopero la matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora, la butto via e ricomincio da capo…… in tutta sincerità non so nemmeno cucire”>>……….ho trattenuto il respiro……..sembrava che a parlare fossi io………non potevo crederci!!! Pur essendo una fan di Coco, non conoscevo questa sua particolarità.

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Mentre leggevo pensavo che  nulla è impossibile e che quindi , d’ora in poi, proseguirò con maggiore determinazione il mio lavoro e porterò avanti il progetto del quale vi ho parlato nei precedenti articoli. Beh, sincerità per sincerità anch’io non so cucire ma ho  un “occhio” particolare per la raffinatezza, il buon gusto, l’originalità. Ho così tanta voglia di emergere nel settore della moda, che ormai mi appartiene da un bel pò di anni, che ho deciso di prendere l’ago in mano per realizzare opere di restyling su  capi femminili, curando tutti i minimi particolari. Ammiro Coco  Chanel da sempre per il suo “savoir vivre”. Madamoiselle è partita praticamente da zero ma grazie al suo intuito, determinazione, raffinatezza, buon gusto ed eleganza, è diventata una delle più grandi stiliste ed icone di tutti i tempi.OLYMPUS DIGITAL CAMERAGabrielle Bonheur Chanel nacque il 19 Agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumuz, da Henri – Albert  Chanel e Jeanne De Volle. Il padre di Gabrielle era un venditore ambulante e la madre era figlia di un locandiere e nel giro di pochi anni diede alla luce cinque figli. Lei morì nel febbraio del 1895, all’età di 32 anni e da quel momento la vita di questi cinque bambini proseguì in modo separato: i maschietti furono mandati a lavorare presso un’azienda agricola e le femminucce furono affidate alle suore della congregazione del Sacro Cuore. Nel 1901 Gabrielle cominciò a lavorare come commessa a Moulin, presso il negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre. Contemporaneamente a questo lavoro, intraprese una breve carriera come cantante presso un caffè-concerto. Dal titolo di una canzone in cui si esibiva, “Qui qu’a vu Coco”, deriva poi il soprannome di Coco. Fu proprio al caffè-concerto che Mademoiselle conobbe colui che sarebbe stato per sei anni il suo amante, Etienne de Balsan che fu anche il suo primo finanziatore. Balsan non comprendeva il desiderio creativo di Chanel e la sua voglia di lavorare, ma nonostante ciò le permise di creare cappelli presso il suo appartamento parigino in Boulevard Malesherbes. Era il  1909 quando Chanel iniziò la sua carriera realizzando cappellini in paglia ornati semplicemente da fiori in raso o singole piume, sicuramente in contrasto con la  sontuosità dei cappelli della Bella Epoque.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Quando ormai Coco formò la sua prima rete di clientela, incontrò l’amore della sua vita, Boy Capel, industriale di New Castle. A differenza di Balsan, Capel incorraggiò e finanziò il lavoro di Chanel. Infatti le anticipò i soldi per permetterle di aprire la sua Boutique al 31 Rue Cambon. Nel 1912 Chanel pensò di incrementare le vendite proponendo oltre ai cappellini anche altri capi di vestiario come maglioni, gonne e qualche vestito. Il successo si concretizzava sempre di più. Nel 1913 Capel aprì per Chanel  un nuovo negozio nella località balneare di Deauville, frequentata da gente molto facoltosa. Il successo di Chanel era dovuto allo stile che si rifaceva alla vita comune delle persone che la circondavano: a Deauville prese spunto dallo scollo delle maglie dei marinai per le sue creazioni.

 

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La seconda immagine rappresenta una mia creazione.  Notate lo stile simile a Coco.               All’inizio della prima Guerra Mondiale, Chanel Modes stava per chiudere ma Capel le suggerì di non interrompere l’attività. Infatti era l’unico negozio di abbigliamento rimasto aperto e offriva capi di vestiario che in quella situazione si presentavano pratici e adatti  alle esigenze: ” Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; si presentò un’opportunità, la presi. Avevo l’età di quel secolo nuovo che si rivolse dunque a me per l’espressione del suo guardaroba. Occorreva semplicità, comodità, nitidezza: gli offrì tutto questo, a sua insaputa”.  Nel 1915 Chanel Modes aprì anche a Biarritz al confine con la Spagna neutrale.  Il 1916 è l’anno del jersey e Coco fu la prima a realizzare le sue creazioni in questo tessuto. Nel 1917 Chanel contava nella sua attività trecento lavoranti. Nel 1918 Cocò riuscì a restituire al suo amato Capel  la somma completa che le aveva prestato. Nello stesso anno Capel si sposò con la giovane Diana Lister Wyndham per rafforzare la sua posizione sociale ma non interruppe la relazione con Chanel che durò sino alla notte tra il 22 e il 23 dicembre del 1918 quando Capel perse la vita in un incidente stradale. Per Coco fu una tragedia enorme e fu per questo che si buttò a capofitto nel suo lavoro.

Nel 1921 uscì sul mercato il suo profumo CHANEL N° 5 messo a punto con l’aiuto del profumiere Ernest Beaux.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Nel 1925 nacque in lei l’interesse per il tweed scozzese. Il 1926 fu per lei l’anno del tubino nero, la petite robe noir. Nel 1927 gli abiti  sportivi firmati Chanel arrivarono a Londra dove venne aperto un nuovo negozio. Nel 1928 la sua Maison parigina si trasferiva da Rue Cambon 21 al 31 dove occupò ben tre piani. OLYMPUS DIGITAL CAMERA    Coco, insomma, fu una grande stilista non solo per le sue creazioni ma anche perchè è stata capace di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo. Alla fine della prima guerra mondiale nasce il prototipo della garçonne e Coco Chanel, attraverso la moda rappresenta il nuovo modello femminile che stava sviluppandosi nel ‘900: una donna dinamica, che lavora alla quale non poteva più appartenere l’abbigliamento costrittivo della Bella Epoque.

Intorno al 1932 Chanel partì per Hollywood per un ingaggio come costumista. Rientrò a Parigi due anni dopo e fu allora che iniziò a proporre alla sua clientela gioielli veri e non più pezzi di bigiotteria in abbinamento ai suoi capi. La Maison alla metà del decennio contava 20.000 dipendenti, 34 profumerie e realizzava 28.000 modelli l’anno. Con la seconda guerra mondiale Chanel chiuse il suo Atelier per riaprirlo solo alla fine del conflitto. Negli anni in cui Chanel si assentò da Parigi a causa dei bombardamenti, si affacciò nella moda , con delle proposte piuttosto stravaganti, Christian Dior che nel ’46 aprì il suo salone a Parigi.

Dior recuperò i vecchi canoni della Bella Epoque e Chanel non apprezzò tanto è vero che dichiarò: “…….addobba poltrone, non veste le donne: l’eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà”. OLYMPUS DIGITAL CAMERANel 1954, ormai settantunenne, Chanel riaprì la sua Maison con una sfilata di trenta modelli che furono negativamente giudicati dai critici francesi a causa della ripresa dei vecchi canoni. Ben presto però arrivarono i consensi dall’America e Chanel fu ancora di moda. Nel 1955 fu la volta di un altro grande successo di Chanel: l’intramontabile borsetta. Per dare volume alla sua pochette, prese spunto dalle giacche che gli stallieri indossavano agli ippodromi. Nel ’57 Chanel fu invitata a Dallas per ricevere l’Oscar della moda, il Neiman Marcus Award. Negli anni ’60, debuttò il sandalo bicolore, realizzato per Chanel dal calzolaio francese Andrè Massari. Chanel morì il 10 Gennaio del 1971 in una camera dell’Hotel Ritz, all’età di 87 anni. In seguito alla sua morte la Maison venne gestita dai suoi assistenti. Se ne alternarono nel corso degli anni fino ad arrivare al 1983 quando il testimone passò a Karl Lagerfeld che tutt’ora gestisce questo splendido Atelier.

L’intrammontabilità dello stile di Chanel è stato oggetto di analisi da parte di molti studiosi. Chanel non seguiva mai le tendenze e le mode del momento. Per questo era unica. Coco Chanel era una donna forte, volitiva, non si è mai lasciata intimorire dalle difficoltà, dalle diversità; è andata avanti per la sua strada; si è fatta amare, rispettare; è riuscita ad ottenere un successo e una popolarità che ancora oggi continua a percepirsi. Una grande icona di femminilità. Quella VERA.OLYMPUS DIGITAL CAMERA                                  GRAZIE COCO