POIS, POIS, POIS

…….”Una zebra a pois, me l’ha data tempo fa, uno strano maraja…….”.OLYMPUS DIGITAL CAMERAIniziava così uno dei più grandi successi cantati da Mina negli anni ’60. Il pois, però, ha una storia decisamente più antica in quanto risale al medioevo. Fino al XVIII  secolo i pois non vennero molto apprezzati perché la loro forma ricordava alcune malattie allora incurabili come il morbillo, la lebbra, la sifilide. L’associazione a queste patologie si direbbe oggi davvero improbabile, ma all’epoca, disegnare sui tessuti i pallini in modo equidistante senza l’aiuto di una macchina, era impossibile ed il risultato ottenuto consisteva in delle piccole macchie irregolari che facevano davvero pensare alle suddette malattie. Oggi invece i pois mettono di buon umore, sono spiritosi e versatili, possono essere stampati sui tessuti o ricamati…… Hanno conferito agli abiti un aspetto minimalista e moderno sin dalla metà del XVIII secolo quando la moda cambia abbandonando i pesanti tessuti broccati in favore di tessuti più leggeri e a tinta unita.polks-dots-history

 

Il momento esatto in cui i pois divennero davvero famosi fu quando casualmente furono associati alla polka. La polka è una danza di origine boema che si diffuse in tutta Europa molto rapidamente nell’ ottocento. Da quel momento cappelli, cravatte, gioielli e naturalmente abiti furono letteralmente coperti da pois. La tendenza di questa particolare fantasia si affievolisce negli anni ’20 per poi riapparire timidamente negli anni ’30. Personaggi reali o della fantasia adottano i pois come segno distintivo: da Winston Churchill a Eleonor Roosvelt a Minnie Mouse e perfino ai supereroi.

Negli anni ’50 viene contagiato anche il cinema: Marylin Monroe, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot ne sono delle eccellenti icone.

Insomma sembrava come se il mondo intero fosse invaso da un “oceano ” di allegri pallini: gioielli, abiti da bambino. cravatte, abiti da giorno, abiti da sera. Il vestito a pois divenne il simbolo di Lucille Ball nel film” I love Lucy”.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Negli anni ’80 i pois ricompaiono richiamando l’ottimismo degli anni ’50. Insomma i pois non passano mai di moda: continuano a divertire e a ispirare stilisti e artisti. A tal proposito ricordiamo il maestro del Pointillism, Georges Sverat; Roy  Lichtenstein con i suoi quadri-cartoon;

Damien Hirst alla cui serie “Spot Gogosian” ha di recente dedicato una esposizione globale che ha coinvolto le sue “filiali” tra New York, Roma, Parigi, Londra. Ricordiamo, non per ultima, la rinomata artista giapponese Madame Yayoi Kusema che insieme a Monsieur Marc Jacobs, direttore creativo di Louis Vuitton ha dato vita a una nuovissima linea fashion che comprende vestiti, accessori, gioielli, orologi, tutti rigorosamente a pois d’autore. E voi, care lettrici, cosa ne pensate? Avete mai indossato un abito a pois? Se no, potete approfittarne questo autunno-inverno quando enormi pois “copriranno” cappotti, abiti e camicette…….CiaOOOOOOOOOOOOO

Al prOssimO articOlO

Scarpe “famose”

……..non c’è niente da fare, il cinema è la migliore vetrina e anche ” trampolino di lancio” delle mode che si sono alternate nel corso dei decenni. Degli abiti indossati dalle grandi icone ne abbiamo già parlato; ora parleremo delle scarpe: alte, basse, colorate, “sberluccicanti”, forse sono gli accessori più ambiti dalle donne. Se poi vengono indossate da grandi attrici , acquistano un” valore inestimabile” rimanendo  famosissime nella storia del cinema. Tante sono le scarpe che ci hanno fatto  sognare: prima fra tutte la celeberrima scarpetta di cristallo di Cenerentola.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Chi di voi non è rimasta sognante davanti allo schermo quando viene calzata dalla principessa…..Ma di “perle” nel mondo delle calzature ce ne sono altre. Tre di queste sono attribuibili ad un personaggio che ha contribuito in modo significativo alla storia del cinema: Salvatore Ferragamo.OLYMPUS DIGITAL CAMERA  Ferragamo ha collaborato con costumisti e stelle del cinema dai lontani anni ’30, quando da un paesino in provincia di Napoli emigrò negli Stati Uniti. A lui sono attribuite le ballerine indossate dalla Audrey Hepburn e i mocassini ultraflat  di Funny Face.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Anche Marilyn Monroe scelse Ferragamo per le proprie calzature : sono rimaste nella storia le famose pumps rosse interamente decorate di cristalli che la Monroe indossò nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”.

Se pur con delle controversie, a Ferragamo si attribuiscono anche le celebri scarpette rosse indossate da Judy Garland ne “Il mago di Oz”.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Avvicinandosi un po’ di più ai giorni nostri, anche il cinema contemporaneo può vantare esempi di scarpe-icone. La giovanissima Jennifer Grey indossa le sue Keds in tela bianca quando balla con Patrick Swayze in Dirty Dancing.

E le cuissardes di pelle nera che Julia Roberts indossa in Pretty woman? Indimenticabili!  OLYMPUS DIGITAL CAMERAPensate che quasi un ventennio dopo, Anne Hathaway, ne “Il diavolo vesta Prada”, sfoggia stivali  overknees in pelle di Chanel.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Nel film sia la Hathaway che la Streep indossano calzature di Manolo Blanhik, Jimmy Choo e Christian Laboutin. Questi  shoes designers sono gli stessi preferiti da Sarah Jessica Parker, che nei panni di Carrie, la protagonista di Sex and the City, vive pittosto in un piccolo appartamento ma non rinuncerebbe mai alla sua “collezione” di Manolo Blanhik. Sapevate che Christian Laboutin e Manolo Blanhik  hanno collaborato per la realizzazione delle calzature indossate  nel film “Marie Antoinette”?

Delle vere e proprie opere d’arte. Eh si, care lettrici, le scarpe create da questi grandi stilisti possono solo essere definite in questo modo : immaginate l’emozione di indossarle? A chi di voi non piacerebbe? Ferme tutte……ci sono prima io…….Ciaoooooooo

SCARPE: dal 9000 a.c. in poi………

……certo che le scarpe ne “hanno fatta di strada”…..Il paio più antico è stato ritrovato negli Stati Uniti e risale al 9000 a.c. . Pensate…..

Con il passar dei secoli, poi, c’è stata un’alternanza di calzature che andava dagli zoccoli ai sandali, fino ad arrivare al XIV secolo quando in Inghilterra e in Francia si affermarono le POULINE.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Si tratta di scarpe con la punta superiore ai 15 cm. Le pouline erano indossate dalla nobiltà e, tanto più lunghe erano le punte, tanto più alto era il grado di nobiltà. Nel XV secolo si passò ad un altro tipo di calzatura: quella a “piede d’orso” e a “becco d’anatra”.OLYMPUS DIGITAL CAMERA In effetti queste tipologie di scarpe nacquero per un esigenza del Re di Francia, il quale , avendo un piede con sei dita, poteva indossare solo calzature con la punta arrotondata. Tra il XIV e il XVII secolo si diffusero le pianelle (o chopine),OLYMPUS DIGITAL CAMERA scarpe che ricordano tantissimo quelle dalle zeppe molto alte indossate oggi da alcune star come Lady Gaga.

Si tratta di pantofole con la zeppa di sughero o di legno che poteva raggiungere anche i 50 cm. Nel XVII secolo fu ancora un sovrano a dettar legge in fatto di calzature. Il Re Sole, piccolo di statura, necessitava di un tacco e quindi furono realizzate scarpe con tacco alto sia per gli uomini che per le donne.

Nel XVIII secolo sorge una bizzarra calzatura, la scarpa con il “pattino”. OLYMPUS DIGITAL CAMERAEra una sorta si ciabatta involucro che serviva per non sporcare la scarpa vera. Poi ci fu l’industrializzazione e quindi iniziò la produzione delle scarpe in serie. Questo è stato il periodo storico in cui si affermò lo stivale corto.OLYMPUS DIGITAL CAMERA Come potete ben notare , la storia delle scarpe è costellata da creazioni davvero bizzarre. Possiamo considerarle come le antenate di tante calzature  altrettanto particolari che troviamo sul mercato, e che di fronte alle quali spesso ci chiediamo: “…..ma chi riuscirà mai a portare quelle scarpe li?”. Per fortuna ci sono tanti shoes designer che pensano anche alla funzionalità di una scarpa oltre che al fattore estetico. Beh, qui in Italia non abbiamo che da scegliere in quanto, secondo alcuni dati, il 20% dei prodotti made in Italy è rappresentato dalle scarpe. Il made in Italy delle calzature si traduce in qualità, lusso ed eleganza. Tanti sono i nomi che hanno contribuito a renderci famosi nel mondo:  PRADA:  dal 1912;   TOD’S (famiglia della Valle) : dai primi anni del novecento;  SALVATORE FERRAGAMO : dal 1923;  BRUNO MAGLI : dal 1930;  MELLUSO : dal 1945;  SERGIO ROSSI: dal 1950; FRATELLI ROSSETTI: dal 1953; ALBERTO FERMANI: dal 1960; SANTONI: dalla metà degli anni ’70;  GIUSEPPE ZANOTTI: dagli anni ’90;  GEOX: dal 1995.  Sicuramente la calzatura è il nostro punto di forza dell’economia ma, come sappiamo, sono tanti i mercati che propongono articoli certamente ad un prezzo conveniente, ma se vogliamo parlare della qualità e del designer……Se da più di un secolo i nostri stilisti resistono e vengono chamati a creare da tutto il mondo…….beh, un motivo ci sarà! DIFENDIAMO IL MADE IN ITALY!!!

ABITI DA SOGNO!

 

Quando si guarda un film lo si guarda nella sua totalità, senza star li a pensare: “…..il trucco di quell’attrice è perfetto”;    …….”l’abito è meraviglioso, forse però……”. Lo si guarda e basta e molte volte ci si immedesima nella storia….. In realtà è quello che succede a me, ma chissà “perché” ho sempre lo sguardo attento anche ai costumi di scena. Tanti sono gli abiti indossati da grandi icone che hanno contribuito a fare la storia del cinema. Ve ne cito qualcuno……    CLEOPATRA (kolossal del 1963): i cambi di costume della Taylor sono stati 65; 26 mila i costumi realizzati da Vittorio Nino Novarese e Reniè  Couley  .OLYMPUS DIGITAL CAMERA

GUERRA E PACE: vede tra i protagonisti Audrey Hepburn, Henry Fonda, Vittorio Gassman e Anita Ekberg; i costumi sono stati realizzati da Maria De Matteis.

MY FAIR LADY del 1964: Audrey Hepbern indossa l’abito bianco e nero disegnato da Cecil Beaton ed è considerato uno dei costumi più celebri della storia del cinema.

SISSI film del 1958: Romy Schneider incantevole in ogni mise.

In effetti guardare questi film significa fare un tuffo nel passato: ci fanno rivivere le grandi epoche storiche con le loro emozioni grazie alla minuziosità dei dettagli per ricreare delle atmosfere diverse dalla nostra. Attenzione però, ci sono anche le “favole” moderne che hanno ugualmente lasciato il segno per gli abiti indossati dalle attrici. Esempi?  PRETTY WOMAN: ricordiamo il famoso lungo abito rosso indossato da Julia Roberts e poi quello a pois  nella scena in cui l’attrice è all’ippodromo.

IL DIAVOLO VESTE PRADA: Meryl Streep e Anne Hathaway  favolose; cambi d’abito strepitosi.

SEX AND THE CITY: sfoggio continuo di abiti incredibili per le quattro amiche.  Sarah Jessica Parker poi, già celebre per aver indossato una gonna di tulle in un daily wear, con il personaggio di Carrie Bradshow,  sfoggia nell’ultima serie un incredibile abitino rosa shocking con gonna a corolla di Oscar De La Renta.

Insomma la storia del cinema annovera milioni di abiti indossati dalle più grandi icone di ieri e di oggi, ma non da meno è il mondo della danza classica. Anche qui troviamo dei grandi stilisti che hanno disegnato costumi per molti balletti portati in scena nei teatri più celebri e dalle compagnie più famose. Il celeberrimo Valentino ha disegnato un splendida collezione di ben 30 abiti di scena per 4 balletti della celebre compagnia newyorkese: il New York City Ballet.

Anche Karl Lagerfield ha dato il suo prezioso contributo al mondo del balletto: egli ha creato uno speciale tutù per Elena Glurdjidze, prima ballerrina dell’English National Ballet che danzerà The Dying Swan.

Anch’io, sebbene non sia una famosa stilista, ho realizzato un costume di scena per IL LAGO DEI CIGNI. L’abito è quello della Regina, madre del Principe Sigfrido. L’ho realizzato per il saggio di danza classica della mia Accademia e l’ho cucito interamente a mano, anche gli accessori, utilizzando come tessuto i pannelli di una tenda in organdis.

Pensate….proprio come fece la grande Coco Chanel quando ritornò sulle scene dopo la guerra e pensò bene di utilizzare una tenda in taffettà per cucire un abito ad una giovane donna che doveva partecipare ad un ballo.      ………..che si tratti di un abito di scena o di un abito di danza classica, care lettrici, la magia è sempre la stessa; ci si cala nel personaggio e si inizia a sognare………