IL CAPPOTTO

Il cappotto nelle sue molteplici versioni è un capo sempre presente nel nostro guardaroba. Realizzato in tutte le tipologie di lana come il cachemire, il mohair, l’alpaca, il cammello fino ai tessuti più accessibili come il panno, il feltro e il tweed, rimane un capo invariato nel suo allure.

Le origini del cappotto hanno radici ben lontane nel tempo e nel tempo ha subito diverse trasformazioni.

Pensate che nei primi anni dell’ottocento il cappotto indossato dalle donne prendeva il nome di doglietta ( douillette nella moda francese).3-lemoniteur-de-lamode1844 La doglietta era in realtà un copriabito molto ma molto femminile ben lontano dalle linee dritte e rigide dei modelli maschili. Generalmente veniva realizzato in seta con un fodera di pelliccia.grande_magazzino01-copia1

All’inizio del Novecento  il soprabito femminile comincia a diversificarsi per le varie occasioni: durante il giorno la donna indossa lo spolverino per proteggere gli abiti dalla polvere; la sera, invece, si indossano dei soprabiti con delle fogge più importanti, hanno lo strascico e sono realizzati con materiali esclusivi.il_570xn_411410634_bzvk

Negli anni ’20 il cappotto femminile si alleggerisce nelle sue forme, si accorcia sino al ginocchio, diventa quindi più funzionale.

Negli anni ’30 il dictat diviene quello delle star di Hollywwod: linee dritte e slanciate, spalle importanti e i famosi colli a sciarpetta.

 

Dopo la seconda guerra mondiale, in Europa, si diffuse molto il riciclo dei capi. Anche le riviste più importanti riportavano il motto “trasforma il vecchio in nuovo”. Pensate che la rivista VOGUE chiedeva alle sue lettrici “make do and ment” che tradotto vuol dire arrangiarsi e rattoppare; dava anche il suggerimento di come trasformare i soprabiti maschili in cappotti femminili.

Agli inizi degli anni ’50 per il cappotto venne riadottata una silhouette piuttosto femminile ispirandosi all’eleganza del New Look. Nel ’57 i cappotti diventano particolarmente voluminosi: manteaux avvolgenti con maniche raglan, ampi colli con risvolti.

Negli anni ’60 la lunghezza dei cappotti si adeguò a quella della minigonna; furono riadottate le linee dritte o a trapezio.

Negli anni ’70 troviamo una moda senza regole che trova ispirazione ovunque, soprattutto nell’arte.  Cappotti di tutte le lunghezze vestono le donne di questi anni.

Negli anni ’80, invece, emerge lo stile manageriale. Il volume della spalle aumenta considerevolmente, compaiono le maniche a chimono, raglan e pipistrello.thi58uwrgx Nell’81 MAX MARA lanciò un modello straordinario: cappotto doppiopetto in lana e cachemire  color cammello .  Ben presto divenne icona di stile della moda italiana.cappotto-cammello-max-mara

Negli anni Novanta lo stile dei cappotti è decisamente più personale e si ispira allo stile del novecento.

Da allora sino ai giorni nostri abbiamo assistito ad un alternarsi di capi in modelli diversi, piumini,  giacconi ma il cappotto resiste, resiste sempre e non perde mai il suo allure……..

Alla prossima                                                                                                          vostra Giulia

 

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